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 Post subject: Analisi della situazione politica italiana
PostPosted: 22/03/2009, 9:17 
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Joined: 04/02/2009, 15:47
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La destra si è unita, diventando un grosso contenitore elettorale. La sinistra pare destinata a rimanere all’opposizione se non si unisce in qualche modo con l’estrema sinistra, per cui il PD non pare possa essere considerato la piena continuazione dell’Ulivo. L’UDC è attendista, ma la sua responsabilità è gravosa per le sorti della democrazia. L’UDC fa questo calcolo. Da una lato entrare nel PDL significherebbe ridurre il ruolo dei suoi vertici. Ma l’aspetto grave è che se l’UDC entra nel PDL (oltre forse a perdere qualche elettore) la forza della destra sarebbe così grande da minare il bipolarismo in Italia. Questo aspetto fa pensare che non si possa concepira la democrazia senza scontro tra destra e sinistra. L’idea, avanzata dal Prof. Andrea Riccardi, che sia possibile in Italia un terzo polo (l’Unione di Centro), contraddice tale visione. Intanto, si sottolinea che a abbandonare Prodi non fu la sinistra di Bertinotti, ma due centristi (Mastella e Dini). Per cui non ho compreso la volontà punitiva di Veltroni verso l’estrema sinistra. Se il PD ha pensato si poter raggiungere da solo il 50% non ha forse sbagliato, ma bisogna fare i conti con l’altra variabile della politica italiana, cioè la Lega, che ha sottratto voti alla sinistra. Gli operai si sono fatti leghisti, anche perché essi si sentono insidiati dagli immigrati, e non hanno profonde radici culturali tali da sentirsi legati identitariamente al comunismo e al socialismo. E’ stata la loro una scelta di convenienza, che ha portato il PD a interrogarsi su un possibile “PD del Nord”. Intanto Berlusconi si propare a una grande vittoria alle europee, per il fatto che agisce e pensa anche come la sinistra, ed assume un atteggiamento “messianico” che ha una forte presa su un popolo che cerca forti riferimenti. Il PD è stato costruito dalla storia, non dalle idee, e poiché dal punto di vista delle idee non riesce a ritrovare se stesso, scommette sull’anti-berlusconismo, ma ciò non va del tutto bene, perché la nuova politica di Berlusconi è destinata a “piacere” al maggior numero di italiani. Una destra che si comporta come la sinistra e presta con il suo ottimismo il fascino della ricchezza, rischia di rubare alla sinistra i suoi voti, perfino forse anche quelli degli operai che hanno votato la Lega. E’ dimostrato che l’operaio prova verso l’imprenditore un atteggimento/sentimento ambivalente: amore e odio. Se dovesse prevalere in essi il senso di una protezione paternalista da parte di Bersusconi, la sinistra sarebbe finita. Essa deve ritovare se stessa con le idee (come ha detto Parisi), e agire con saggezza politica (secondo Prodi).


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 Post subject: La grande opportunità del PD
PostPosted: 22/03/2009, 9:28 
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Joined: 04/02/2009, 15:47
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La grande opportunità del PD è forse la Margherita di Rutelli (l’eredità di Moro, la DC di sinistra, la Binetti). Infatti non si può credere che l’unificazione con l’estrema sinistra porti a svalutare i valori cristiani sui temi della vita. Ciò che manca all’Italia oggi è un grande partito cattolico di sinistra. Quindi anche l’unione con l’UDC. Berlusconi non vuole rifare la DC (non può, perché nel PDL ci sono anche anime radicali), la può rifare invece il PD, anche agganciandosi all’estrema sinistra.


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 Post subject: Su di una differenza tra Stato e Chiesa
PostPosted: 22/03/2009, 10:11 
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Joined: 04/02/2009, 15:47
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La Chiesa è una struttura fondata sociologicamente sul riconoscimento sociale. Il tempio e l’altare sono un palcoscenico che rende protagonista il prete e il Vescovo. Nello Stato, invece, le istituzioni sono in difetto del riconoscimento sociale, e così i partiti. C’è nella politica una insipienza nella gestione del riconoscimento sociale. Questo spiega anche quello che è stato denunciato come consumo di droga da parte di alcuni parlamentari. Infatti i senatori e i deputati, pur stando al “centro”, in Roma, sono “tagliati fuori” della geografia della loro base elettorale. Inoltre, anche in riferimento a questa base, essi non hanno contatto con i loro elettori, che non li riconoscono (il voto è anonimo). Svolgono un ruolo essenziale, ma non sono riconosciuti. Inoltre, lo svolgono per un tempo limitato e provvisorio. Ciò spiega l’alienazione esistenziale del parlamentare che, con tutti i soldi che ha, non si sente certamente appagato. Un potere senza riconoscimento è un falso potere. Compito di una riforma delle istituzioni, e dei partiti, è quello di una corretta gestione del riconoscimento sociale dato ai politici, nel senso di una sua massimizzazione.


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 Post subject: Riflessioni sulla democrazia
PostPosted: 22/03/2009, 16:04 
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Joined: 04/02/2009, 15:47
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Nel film “Spartacus”, Cesare, riportando a Crasso il giudizio di Gracco, dice che “Roma è la plebe”. Questo è un giudizio “di sinistra”. Crasso ribatte che Roma appartiene al partito dei Patrizi, “da secoli servi e padroni di Roma”. Questa è una posizione “di destra”. Crasso e Gracco sono oggi rappresentati a Berlusconi e da Prodi. Scegliere la sinistra, significa scontrarsi contro la destra, scegliere la destra significa scontrarsi. Scegliere il centro, significa scontrarsi contro sia la destra che la sinistra, perché si deve poi scegliere di allearsi o con la sinistra o con la destra. Allora ci si chiede: lo contro tra i partiti è essenziale alla democrazia ? Se lo è questo significa che superare questo scontro significa andare oltre la democrazia ? Quali sono le radici storiche di questo scontro ? Franceschini lo sta faticosamente riproducendo con l’antiberlusconismo. Riesce a fatica ad avere un seguito di elettori, ormai ammansiti dal ricco, raffinato e seducente paternalismo di Berlusconi, che non è detto non sia sincero. E allora sorgono altri problemi: la sconfitta della sinistra, cioè di una parte politica, se perpetuata nel tempo, quali implicazioni ha in una democrazia, se essa mina alla base l’alternanza ? E’ possibile una “pace” tra i partiti, auspicata da Napolitano ? Quale ruolo svolge lo scontro tra i partiti, reale o simulato, per il funzionamento di una democrazia e per la stabilità della società ? E’ possibile il superamento del pluralismo partitico evitando il totalitarismo ?


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 Post subject: Re: Analisi della situazione politica italiana
PostPosted: 23/03/2009, 17:28 
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Joined: 04/02/2009, 15:47
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Io credo che il PDL abbia trovato una "nicchia" ovvero un grande vuoto creato dalla sx e vi si sia insediato senza per questo insidiare il Pd che nel frattempo nasceva forse già stanco (?) e senza grandi cose nuove da dire(pensiero-proposte-risposte divergenti assolutamente inesistenti).
Ovvio è allora che il leader del PDL(che sciocco non è)usi ora il linguaggio della sx.
La realtà italiana è molteplice e questa molteplicità ha consentito una proliferazione di risposte e di partiti politici.Oggi però questa diversità di domande si può riassumere con una domanda quella del diritto a star bene, al diritto a dare un futuro ai propri figli,diritto a pagare le bollette,a studiare.In una parola il diritto al lavoro.
Ecco il diritto al lavoro è la domanda,il filo rosso,la priorità comune tra operai e imprenditori,tra studenti e pensionati,tra casalinghe e impiegate.
Andare solo contro berlusconi non dà a questa domanda la risposta dovuta,non è il filo rosso,nè il collante che lega partiti e gente comune che ha altre priorità .
La sx, tutta la sx moderata,estrema,laica,cattolica riesce ora a capire che berlusconi vince perchè la sinistra gioca male ? Gli operai sono divenuti leghisti? Ebbene una riflessione è d'obbligo: chi ha fatto in modo che la lega entrasse nelle loro grazie?
Alle europee il PDL stavincerà,così come alle provinciali.Ma la sinistra continuerà a preoccuparsi della luna e non del dito.
Se c'è un filo rosso anche tra le molteplicità dei partiti di sx è bene che lo si scopra.Altrimenti anche i comunisti,quelli veri,inizieranno a pensare che in fin dei conti berlusconi è il male minore.
Vedete io preferisco fare discorsi semplici,volendo potrei anche articolarli di più,ma la sx ha perso di vista la base. La base è la gente che lamenta il suo disagio...ma la sx è sempre lì che si dà ipotesi ma non soluzioni


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 Post subject: Re: Analisi della situazione politica italiana
PostPosted: 23/03/2009, 21:04 
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Joined: 04/02/2009, 15:47
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Domenica ha colto un punto essenziale. Il disagio della gente è grande, e quindi la sinistra può e deve intercettarlo. Un errore della sinistra, e soprattutto della sinistra estrema, errore da cui neppure la sinistra moderata è esente, è di prestare attenzione ai temi della vita, contraddicendo la morale cattolica, e trascurare i temi economici. Faccio un esempio, un solo esempio, che può apparire paradossale. Che differenza c'è tra costruire una casa di 100 mq anzichè di 200 mq ? Perchè la prima deve costare 250.000 Euro, e la seconda 400.000 Euro ? Perchè non si possono costruire grandissimi appartamenti e basso costo ? Perchè manca lo spazio ? Lo spazio c'è, l'unico problema è l'egoismo e la mancanza di una visione. Non c'è nessuna ragione razionale, se non l'egosimo, per il fatto che un automobile bella e grande deve costare molto, e le auto che costano poco devono essere necessariamente piccole e brutte. La lamiera e la forma non costano niente. Dunque, se questi sono temi poco sentiti, quanto maggiori sono i temi che sono sentiti ... e allora la sinistra può darsi grandi programmi.


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 Post subject: Re: Analisi della situazione politica italiana
PostPosted: 23/03/2009, 22:32 
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Joined: 23/03/2009, 13:05
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Usiamo le parole destra e sinistra come se fossero le nostre mami, ma cosi' non è . Dietro queste 2 parole c'è la storia ci sono morti, lotte, sconfitte e vitorie, cose giuste ma anche imbrogli. C'è tutto, ma oggi non c'è piu' niente. Se togli ad una persona il tempo di pensare qualcuno al suo posto lo dovrà fare, e lo ha fatto. Una notizia al tg ti fa rimanere chiuso in casa, una pubblicità ti convince a comprare una cosa che non ti servirà e un signor nessuno che farà un'affermazione ti farà cmbiare idea su una cosa che non avevi deciso. Questo è il sistema che l'italiano medio reputa Normale. La visione costante di questa normalità per molte persone si chiama vita. Finchè il sistema funzionerà in questo modo non ci sarà nessuna sinistra o destra o come si vuole chiamare; esisterà solo un entità che continuerà a dominare sulle altre. La soluzione arriverà ma ci vorrà tempo, tanto tempo. In America l'hanno capito, ci sono arrivati. In italia passerà almeno un decennio, Ma arriverà! Forse la crisi accorcera' i tempi, anzi lo spero.


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 Post subject: Re: Analisi della situazione politica italiana
PostPosted: 06/04/2009, 9:52 
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Joined: 04/02/2009, 15:47
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IL MIO ABRUZZO MARTORIATO ANCHE DALLA NATURA. :!:


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