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 [ 3 messaggi ] 
Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: la strada del fare è un fatto etico, ma anche logistico.
MessaggioInviato: 18/02/2009, 16:28 
Non connesso

Iscritto il: 04/02/2009, 15:47
Messaggi: 1
Appunti & Spunti a disposizione di tutti.

Spesso si parla di certe questioni, cercando, le ragioni del come si è operato.
Credo, che certi ragionamenti andrebbero approfonditi, magari per risolvere alcune questioni, per condividere comportamenti, procedure.
Lo scritto che segue si compone di appunti scritti durante, un corso di qualifica in esperto di logistica da me frequentato, le citazioni sono in corsivo seguite dal nome dell’autore. Mi rendo conto che la trattazione della materia non basta a soddisfare il bisogno di concretezza, di azioni funzionali al territorio, ma auspico che da questa mia ricerca/studio possa scaturire una sana discussione, o anche un po’ di curiosità per argomenti che le fatiche quotidiane non ci permettono di affrontare, e il vostro interesse perciò sarà motivo per continuare ad approfondirli. E che ciò sia sprone a intervenire con vostri scritti.

Anterem:
a) la parola, scritta e parlata è utile per esprimere un parere e per conoscere ciò che non sappiamo
b) per mezzo di essa formuliamo e comunichiamo le ns. decisioni
c) è alla base delle azioni e dei pensieri
d) la parola nutre l’intelligenza

___________________

Il linguaggio, è una convenzione che ha come scopo la comunicazione.
Il linguaggio è un sistema logistico che in relazione con i diversi linguaggi dei sistemi conchiusi (oggettivi) tende a realizzare un sistema armonico di sistemi.
I vari sistemi conchiusi hanno al loro interno la capacità (la volontà), di analisi e d’interpretazione dell’esperienza; la comunicazione tra i sistemi permette sistemazioni sempre nuove al mutare dell’esperienza.
La comunicazione è il processo mediante il quale vengono trasmessi messaggi da un soggetto ad altri.
Sono evidenti soprattutto due fenomeni nel processo del comunicare: il contesto e la circolarità.
-Il contesto è dato dai codici e dai canali, oltre che dai filtri.
-La circolarità è data invece dall’andamento del comunicare, in base al quale non è possibile stabilire, nel rapporto emittente- ricevente, quale sia il messaggio-causa e quale il messaggio-effetto, proprio perché i due messaggi si ritrovano nella stessa struttura a cerchio, che non ha soluzioni di continuità.
-Il messaggio è dato dalla vera e propria comunicazione, dalla notizia, dall’informazione che si intende inviare a qualcuno.
-Il codice è costituito dal sistema che permette la costruzione del messaggio.
Nella comunicazione verbale, ad esempio, il codice è dato dalle parole organizzate morfologicamente e sintatticamente, nella comunicazione gestuale dai gesti e così via…
-Il canale è lo strumento o il veicolo di cui il messaggio, organizzato secondo un certo codice, si serve per essere trasmesso. Nel caso della comunicazione verbale il canale è la voce, il corpo è invece il canale della comunicazione operata attraverso i gesti.
I filtri dell’ambiente sono dati da tutto ciò che è presente nel contesto ambientale in cui la comunicazione si sviluppa. Essi possono influenzare considerevolmente il percorso del messaggio dall’emittente al ricevente, come in altre situazioni lo possono anche ostacolare al punto da renderlo nullo. I filtri del ricevente sono determinati, invece, dalla condizione fisica e psichica di chi riceve il messaggio. Certi pregiudizi, ad esempio, che si possono avere su chi manda la comunicazione, ostacolano la corretta decodificazione. Un forte mal di testa può costituire un grave ostacolo alla comprensione del messaggio.
Il ricevente poi decodifica le comunicazioni che gli arrivano, in base ai codici che possiede, che possono essere adeguati o no, tali insomma da favorire o da ostacolare la decodificazione stessa.

Uno dei principali vantaggi dell’informatica risiede nel fatto che essa facilita la comunicazione: un’informazione acquisita da un servizio viene messa a disposizione di tutti. L’interrogazione di tutti i dati puntuali o previsionali di produzione fornisce una base comune di lavoro per il Gruppo.
Il piano di carico delle mansioni mette in evidenza le strozzature. Tale piano può essere discusso dal Gruppo e verificato nei modi e dalle persone qualificate, così da evitare le tensioni interne, perché le misure adottate sono a conoscenza di tutti.

“I mezzi tecnici non possono aumentare negli amministratori la comprensione dei fattori umani.
I mezzi di trasporto moderno e di telecomunicazione non aumentano che apparentemente i contatti
umani. Li spostano solo di luogo, ma il numero delle persone con le quali si può avere scambi di
idee o di servizi dipende dalla energia nervosa di ciascuno e dal loro tempo personale giornaliero
di lavoro, condizioni che non possono essere modificate da mezzi tecnici.
L’uso di mezzi rapidi e rapidissimi di trasporto tende piuttosto a diminuire che ad aumentare la
comprensione e la conoscenza esatta della vita di ogni giorno, che si profila in mille dettagli.
In una comunità federale supernazionale, le telecomunicazioni sono uno dei momenti separatori
tra le funzioni politiche aventi maggiori legami con le forme materiali di attività (di competenza
esclusiva delle comunità territoriali inferiori) e le attività che hanno maggiori legami con le forme
spirituali (rimessa alla competenza delle comunità superiori). Adriano Olivetti: l’ordine politico delle comunità
________________________
Un procedimento logico che dalla constatazione di fatti particolari trae le conclusioni per le caratteristiche del tutto, e può determinare scelte, è la Statistica. Grazie a essa si possono rilevare tendenze e frequenze definite in considerazione di variabili umane e leggi approssimative.
A questo scopo, esegue semplificazioni e catalogazioni fino a interpretare serie di fatti isolati, correlati lungo linee definite, attraverso campionatura, diagrammi, simboli, metodi matematici e sperimentali, risultati tali da integrare, dopo un’attenta discussione e valutazione, a materiali biologici, psicologici, pedagogici, economici e sociologici, agli schemi generali e alla filosofia vera e propria.
La logistica tende a puntualizzare e a garantire l’efficienza dell’azienda curando il ricevimento e la distribuzione delle risorse all’interno della struttura, esegue il controllo quantitativo e qualitativo del processo adeguandolo per velocità, sicurezza, costo; garantisce l’efficienza di tutto l’apparato, organizzando, in particolare, la distribuzione delle risorse necessarie.

“il problema dell’organizzazione non si risolve con declamazioni fondate su un ideale più o meno
vago di giustizia, ma soltanto con ricerche scientifiche volte a trovare il modo di proporzionare i
mezzi allo scopo e, per ogni uomo, lo sforzo e la fatica alla gioia” w. Pareto:



La logistica può curare il sistema infrastrutturale in modo da ridurre il divario tra luoghi depressi e ambiti agiati, tendendo ad equilibrare e regolare la fruibilità del ‘benessere’.
Il problema è il divario e deve essere auspicabile un miglioramento.
Con l’ottimizzazione del layout si riduce il lead-time.


1-Il cosiddetto problem solving è usato generalmente in emergenza e quindi l’intuito e la creatività
in luogo di un’impostazione pragmatica e sistemica, inizialmente, dopo aver fatto un’analisi della
situazione, è il modo di procedere più utile.
2-Il processo diagnostico è necessario a precisare, individuare, calcolare lo scostamento che per
effetto ha la natura del problema stesso.
Il miglioramento continuo presuppone, un confronto continuo con i risultati e un sistema a regime
di tolleranza variabile.
3-Un processo inserito negli altri processi è il miglioramento continuo dei processi.

-La logistica informativa gestisce i flussi d’informazioni.
La quantità, qualità e frequenza delle interazioni tra i diversi stadi della catena di servizio determina la performance complessiva.
Call-center = flusso di informazioni sulle preferenze degli utenti; sistemi di accoglienza.
Effetti = modifica delle modalità con cui sono gestite le informazioni, modifica del modo in cui
sono condivise le informazioni all’interno della struttura, aumento della velocità di risposta.

Problem solving = La risoluzione dei problemi.
Fasi del processo:
Analisi della situazione
Diagnosi
Processo decisionale
Pianificazione delle procedure

Analisi della situazione per scegliere il modo di procedere più utile e affrontare determinati uppen con il processo più idoneo; il cosiddetto ‘brainstorming’ per essere efficace deve seguire una precisa procedura:

-Comunicazione del tema, scritto in modo sintetico e visibile a tutti
-Accordarsi sul modo di procedere (è opportuno in questa fase di sgrossatura
decidere il range d’intervento, predisponendo alcune contromisure in modo da
eliminare fattori di disturbo)
-Fase creativa individuale: dopo una breve riflessione ognuno scrive su un foglio le
proprie idee
-Raccolta, espressione e registrazione delle idee
-Organizzazione delle idee; dall’elenco che viene fuori dalla fase precedente si
classificano le idee in gruppi per analogie (array)
-Valutazione delle idee: si discutono, chiariscono, e commentano le varie idee per
giungere a un “elenco ragionato d’idee”.

“Ma anche l’anima collettiva è capace di creare intellettualmente. Ché i membri accidentalmente riuniti di una massa umana formino un gruppo in senso psicologico, bisogna che tra gli individui ci sia qualcosa di comune, il fatto che essi si interessino tutti allo stesso oggetto, che abbiano in una certa misura la capacità d’influire gli uni sugli altri.. il fatto che l’individuo prima di essere conglobato in un gruppo non organizzato, aveva una sua continuità, la sua coscienza, le sue tradizioni e abitudini, un campo di attività che gli era proprio ( fa pensare alla formazione di un’espressione biologica, sul piano sociale, dove le relazioni reciproche tra i suoi membri determinano un’organizzazione che si esprime nella specializzazione e la differenziazione delle attività assegnate a ciascuno), si tratta di ricreare nel gruppo le facoltà che erano caratteristiche dell’individuo…”


Diagnosi. Formulazione delle cause possibili. Tecniche che possono essere usate:
-brainstorming
-diagramma causa effetto: è uno strumento utile per esprimere semplicemente e in modo sistemico
le relazioni trai vari valori in gioco;
-diagramma di flusso: è un organigramma che ha lo scopo di evidenziare la struttura dei presupposti
in modo schematico e simbolico determinante la sequenza operativa
-diagramma di Pareto (secondo Vilfredo Pareto l’80% di un evento è determinato dal 20% dei
fattori, esempio: il 20% del tempo produce 80% dei risultati ottenuti nell’intera giornata; il 20%
dei colleghi determina la situazione dell’intero Gruppo.)

_Durante il processo diagnostico la verifica delle cause può assumere diverse forme:

1. VERIFICA FISICA –riscontro oggettivo dell’esistenza della causa
2. VERIFICA DELLE CONDIZIONI –nel caso si sia aggiunta qualche particolare condizione
per spiegare lo scostamento occorrerà controllarne la veridicità (sopralluoghi-informazioni-
ipotesi-verifiche strumentali)
3. VERIFICA DEGLI EFFETTI SELETTIVI –controllo di particolari effetti in presenza della
causa probabile
4. RIPROVA –cercare di riprodurre la situazione di anomalia introducendo la causa probabile.

Possiamo definire un processo come l’evoluzione che il sistema subisce nel passaggio attraverso diversi possibili stati. Lo stato di un sistema esprime attraverso elementi o grandezze significative la condizione in cui esso si trova in un certo istante. Insomma, l’evidenza fattuale sprona a considerare ogni obbiettivo non come un rifugio ma solo ‘stazione’ nei limiti del tempo e dell’esperienza noti.

Per quanto può sembrare provocatorio, le leggi non sono “necessarie”, sono ipotesi che valgono solo in quanto non sono sostituite da altre migliori. E qui l’attenzione va spostata alle dinamiche del controllo e alla filosofia del miglioramento continuo e alla disciplina che regola ogni società e quindi il godimento del rendimento del sistema.

Ogni gruppo, si riunisce per fare qualcosa, il singolo apporta le sue capacità.
La partecipazione ad una attività di gruppo è agevole se negli anni esso ha maturato una sua cultura e ne fa strumento per risolvere i propri compiti.
Le attività mentali di tipo emotivo ostacolano e/o favoriscono il lavoro del gruppo.
Il fattore spirituale del gruppo risiede nella gestione del potere, che non è il parassita dell’organismo ma coscienza che ascolta tutti i linguaggi e rende comprensione, ovvero: che le cose abbiano il gusto di quello che sono e con il sale delle parole condiscano il silenzio del potere.
La libido investita sul capo è diversa da quella investita agli altri componenti il gruppo. In questa circostanza l’individuo è legato a due diversi centri affettivi; questa modificazione della personalità rivela l’assenza di libertà all’interno del gruppo. La difficoltà per tenere insieme il gruppo genera panico, nell’affrontare le criticità del sistema la prova che il gruppo c’è, consiste nel determinare una soluzione generale, che tutti condividono.
Allora la struttura deve, (dovrebbe se ciò è confutabile) armonizzare tutti gli elementi presenti al suo interno, ‘arrangiare’ tutto il processo necessario atto a migliorare il sistema, adeguare le risorse alla realtà percepita dal gruppo di persone contestualmente sensibili al piacere della soluzione rendendo fruibile l’energia potenziale insita nelle cose e nelle idee.

Processo decisionale. Ricerca di possibili soluzioni.
Una soluzione è uno dei modi possibili di conseguire un obbiettivo; poiché decidere equivale a scegliere è opportuno disporre di un ventaglio di soluzioni fra cui scegliere; è opportuno evidenziare le esigenze da soddisfare delineando un ‘capitolato’ della soluzione ideale, questo fornisce:
1. una descrizione precisa dell’effetto da conseguire
2. una serie di criteri (requisiti) su cui valutare le soluzioni
3. una griglia di raccolta significativa delle informazioni sulle varie soluzioni
…un modo per individuare le soluzioni è usare la tecnica del Brainstorming.
Si sceglierà la soluzione che meglio soddisfa i criteri di scelta riducendo al minimo i rischi.

Processo di pianificazione.
Impostare il piano d’azione tenendo sempre presente l’obiettivo da raggiungere e descrivere il percorso in termini di azioni da compiere. Strumento utile si rivela il diagramma di flusso, tale strumento permette inoltre di individuare eventuali criticità lungo il percorso.

-La previsione del carico di lavoro e, quindi, dei mezzi e degli uomini necessari viene fatta partendo dalle esigenze dell’utenza che si vuole soddisfare tanto da renderla datore e fruitore della produzione del bene-servizio.
I punti critici rappresentano i momenti determinanti al fine del raggiungimento dell’obiettivo e come tali occorre prestare particolare attenzione per prevenire i Problemi Potenziali.
Nella prospettiva che tali problemi potenziali si dovessero verificare è opportuno studiarli per poter individuare le Cause Potenziali e poter predisporre delle Misure d’Emergenza o Preventive.

Applicare le azioni preventive.
Tale fase può essere scomposta in tre momenti: Impostare il piano d’azione
Individuare i punti critici del piano
Atteggiarsi a un sano realismo

-La gestione della ‘produzione’, più che un insieme di tecniche collegate in qualche modo tra loro, è un controllo integrato di controllo e di previsione. Essa consente di prendere per tempo le decisioni necessarie ad assicurare la competitività dell’impresa, di cogliere le opportunità che offre il datore-cliente, di ottimizzare gli investimenti e di impiegare efficacemente tutte le risorse disponibili.
La pianificazione è il momento più delicato del sistema, perché si deve tenere conto di tutti gli imprevisti e di tutte le possibilità per far fronte a tali imprevisti.
Infine, la gestione del servizio-produzione, per impiegare efficacemente i mezzi a disposizione, deve tendere a sostituire, se vuole fare qualità, l’autovalutazione ai controlli, che si limitano a valutare la conformità rispetto a requisiti prefissati, in modo da verificare, se i requisiti sono giusti per il miglioramento continuo.
La ragione sociale, cioè lo scopo del lavoro di ogni individuo, regola le questioni che scaturiscono dall’esercizio degli interessi dei cittadini, anche singoli; gli interessi personali sono regolati oltre che da norme di comportamento, da leggi generali soggette al miglioramento/cambiamento;
…e ancor di più la nostra coscienza ci è maestra, grazie all’esperienza, in buona sostanza l’applichiamo quotidianamente.
Nei sistemi complessi, la specializzazione è necessaria fintanto che ognuno di noi non sarà pienamente consapevole di esserne parte omogenea. La ‘buona comunicazione’ rende possibile rilevare lo stato dell’opera a volontà, per modulare il nostro lavoro, certi angoli a noi bui possono essere illuminati, da poter vedere il senso di questa grande macchina che dobbiamo alimentare con le nostre energie.

Ad majora!


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 Oggetto del messaggio: La logistica di un partito
MessaggioInviato: 21/02/2009, 16:12 
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Iscritto il: 04/02/2009, 15:47
Messaggi: 57
L’intervento di Umorale, con i suoi importanti spunti di riflessione, consente di sviluppare alcune considerazioni sul funzionamento di un partito politico:

1.] centrale è la comunicazione, che deve essere fatta di messaggi non solo retorici, ma anche di sostanza, anche complessi. Un partito deve parlare non solo nei congressi politici, ma anche nei convegni culturali, dando la parola non solo ai politici, ma anche ai docenti univeristari (non solo a Galimberti e a Cacciari, ma anche ad altre personalità minori e tuttavia importanti per il loro ruolo istituzionale).
2.] centrale è l’uso dell’informatica, ovvero di internet, come dimostra il caso-Obama.
3.] un partito deve avere una gerarchia, uno stretto rapporto tra centro e periferia, che oggi può essere sviluppato tramite internet: piattaforme comuni (i forum) e personali (i blog), con diritti di accesso per i leader nazionali e locali dotati di password, differenti livelli di accesso, diversi gradi di partecipazione, maggiore o minore, consentiti o vietati. Una gerarchia complessa tra siti, dalla base al vertice. Una piramidizzazione incentrata sull’uso esperto dell’informatica.
4.] un partito deve dotarsi una grande e complessa organizzazione, che non consenta ai suoi membri e partecipanti di smarrirsi o di sentirsi isolati, ma ognuno deve sapere dove, nella piramide, si trova collocato, con il proprio ruolo e la propria capacità di influenza sull’intero sistema.
5.] fondamentale è quindi la logistica del partito (come sottolinea il titolo dell’intervento): logistica che non deve presupporre necessariamente ingenti mezzi economici, perché c’è internet, e il treno costa poco. Piuttosto si devono trovare i tempi e le disponibilità; la gestione del partito, fondata sul volontariato, non deve risultare troppo onerosa per i responsabili della base. Logistica significa portare la base al vertice anche fisicamente, e portare il vertice alla base. Alla televisione oggi si è vista molta gente partecipare all’assise del PD: quanta gente così motivata esiste nella periferia cioè a livello locale ?
6.] potere e riconoscimento: il riconoscimento sociale deve essere diffuso, amplificato, consentito a tutti, tutti devono poter gestire la variabile del riconoscimento, sentirsi importanti e influenti. Ad esempio: in un convegno i relatori sono importanti solo perché c’è il pubblico: la stessa cosa avviene per la politica: senza la base, il vertice non ha potere, questo significa che il vertice deve a sua volta riconoscere la base, occuparsi di essa. La variabile del riconoscimento va gestita in modo sapiente: esso deve essere esteso e diffuso. Il riconoscimento sa esigere sacrificio e sa motivare all’azione. Un partito deve dotarsi di “scuole”, che crescano i suoi leader.
7.] il legame tra centro e periferia: un partito ha potere non solo perché assume il governo dello stato, ma ha potere perché è una organizzazione, e come tale (come una associazione, come un’impresa) sa muovere mezzi in vista di scopi: un partito è come uno stato “parallelo”: non ha bisogno di essere al potere per cambiare la società, perchè può farlo utilizzando fondi economici, organizzando il volontariato, convegni, promuovendo fondazioni, estendendo la sua influenza su associazioni, organizzazioni, imprese, sull’intero sistema. Da questo punto di vista, una opposizione potrebbe teoricamente operare nella società anche in modo più incisivo e efficace del governo, e così in futuro ereditarlo. L’opposizione non deve solo guardare e criticare, ma essa deve operare, usando i mezzi che riesce a procurarsi e a gestire. Un partito vive di volontariato e associazionismo.
8.] le decisioni: il PD vive un paradosso. Si è detto che esso manca di una leadership, ma invece è guidato da molti leader. Questa può essere la forza del PD, perché ognuno di essi, portatore di una parte importante della storia della Repubblica, trova un suo largo seguito nella società. Il PD, quindi, oltre ad essere guidato da un forte leader,come è Franceschini, dovrebbe essere costituito da un vertice di leader, ciascuno dei quali deve essere il leader di una "corrente". Le diverse correnti, o "anime", di un partito non sono il suo limite, ma la sua forza e ricchezza, perchè dalla dialettica interna al vertice del partito nasce una risposta più ricca e complessa ai bisogni della società, i quali sono dialettici, cioè politici.


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 Oggetto del messaggio: L’organizzazione del volontariato al servizio di un partito
MessaggioInviato: 22/02/2009, 13:36 
Non connesso

Iscritto il: 04/02/2009, 15:47
Messaggi: 57
Un partito deve poter contare su di una base che mette al suo servizio il suo tempo. Questo è costituito da tre elementi:

1.] il lavoro;
2.] il tempo del volontariato;
3.] il tempo libero.

Il tempo del volontariato è dato da questa equazione:

giorno – lavoro – tempo libero = tempo del volontariato messo a disposizione.

Il tempo del volontariato è quindi un tempo “pesante” perché, dopo il lavoro, esso si sottrae al tempo libero, che è il tempo dello svago, della cura di se stessi, della distrazione della mente con attività e riposo appaganti.
Per questo il tempo del volontariato non deve essere troppo lungo e deve essere opportunamente motivato con il riconoscimento. Si può dire che il tempo giornaliero del volontariato al servizio di un partito può essere non più di 15/30 minuti al giorno (dopo 8 ore di lavoro).
Esso può essere così costituito e organizzato:

1.] utilizzo di internet e consulazione della posta elettronica;
2.] attività di volontariato nell’associazionismo legato alle attività del partito (che possono essere attività o caritative o culturali);
3.] attività legate strettamente al partito.

L’esiguo tempo messo a disposizione è importante, comunque, se a metterlo a disposizione è il maggior numero di persone.
Vorrei fare ora due considerazioni.

1.] il paragone tra partito politico e organizzazione di una setta religiosa:

a.] una setta religiosa è un fenomeno sociale negativo perché è un rapporto fondato sulla violenza, sul condizionamento mentale, sulla richiesta di denaro, sull’indagazione sugli aspetti intimi delle persone, sulla minaccia che ricatta l’interruzione del rapporto.
b.] ma una setta religiosa ha anche da insegnare ad un partito alcuni aspetti importanti: mettere la persona (appartenente alla base del partito) al “centro”, prestarle ascolto, inquadrarla in modo preciso all’interno di una gerarchia di rapporti di potere, potere a cui la persona deve partecipare; darle riconoscimento, farla parlare di sé, dei suoi problemi, e cercare di dare ad essi soluzioni individuali; svolgere “liturgie”, nel senso dell’utilizzo del potere simbolico (un partito politico deve viviere di un forte simbolismo).

2.] la mia piccola esperienza politica:

a.] io ho avvicinato un politico locale e ho avuto con lui un colloquio (quindi mi sono sentito importante).
b.] il rapporto è continuato via e_mail, essendo stato invitato a convegni in cui veniva in provincia a parlare un deputato, un senatore, un politico.
c.] i convegni durano 1, 2, o 3 ore. Essi invece dovrebbero essere “operativi”: l’intervento di un politico non dovrebbe superare i 20 minuti, e poi dedicare i 40 minuti rimanenti (non più quindi di 1 ora) ad attività diversificate: far parlare il pubblico, un rinfresco, far agire concretamente con un’ opera di carità, utilizzare il simbolismo, mai chiedere soldi.
d.] non sono stato coinvolto in iniziative di volontariato (finalizzate alla “carità”, alla cultura, ecc.), associazioni, in attività finalizzate a produrre un cambiamento concreto nella società locale.
e.] quindi un partito non deve far sentire isolati i suoi membri (ma è stata colpa mia, perché non sono andato neppure a un convegno, poi forse sari stato coinvolto in iniziative). Non tutti possono fare carriera all’interno del partito, ma tutti devono potersi sentire al centro, avere riconoscimento, svolgere attività poi riconosciute e percepite come significative: una piramide ha un vertice e una base: senza base non c’è vertice e non c’è piramide.


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